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Luigi Veronelli
 
Intervista a Luigi VeronelliRubando un'espressione del nostro collaboratore Valdo Filippi, un sommelier che ha la fortuna di poter degustare un vino in compagnia di Luigi Veronelli, si sente come un piccolo curato di campagna che un giorno si trova a dir messa assieme al Papa.
Non è un'esagerazione, l'opera di quest'uomo per la valorizzazione del patrimonio enologico, ma non solo, ricordiamo il suo impegno per tutta l'agricoltura e la gastronomia in genere, è stata ed è di un'importanza fondamentale. Chiunque operi oggi nel mondo del vino, ha sicuramente più di un motivo per ringraziarlo, dal contadino che fatica nelle vigne al giornalista che ne scrive, a noi che, con passione, questo mondo cerchiamo di conoscere e far conoscere sempre di più. L'intervista che segue è solo una parte del lungo ed interessante intervento di Veronelli alla trasmissione di "PER BACCO!" andata in onda il 21 marzo 2002 ed è stata raccolta da Francesco Speroni autore e conduttore della trasmissione.

Francesco Speroni: “ A quando risale il tuo incontro con il vino?”
Luigi Veronelli: “ A quando avevo 9 anni. Avevo appena fatto la prima comunione e mio padre mi offrì il mio primo bicchierino di vino; ne avevo un gran desiderio soprattutto perché mio padre beveva molto bene e mi piaceva guardarlo quando lo faceva, allora porto il bicchiere alla bocca ma lui mi ferma e mi dice: no, tu prima lo guardi, come faccio io, perché ogni vino ha un suo colore unico ed irripetibile e poi lo porti al naso, perché anche il profumo sarà unico ed irripetibile. Fatto questo lo porto verso le mie labbra ma lui mi ferma ancora: aspetta ora tu lo tieni in bocca perché ogni vino ha un suo racconto.Intervista a Luigi Veronelli Poi mi dice la frase che veramente mi ha segnato: sai perché lo devi fare? Perché c'è dentro la fatica del contadino ed è questo il motivo per cui siamo orgogliosi di occuparci di vino. Questo vorrei che sentissero anche i giovani d'oggi quando sono di fronte ad un bicchiere di vino, non solo di avere un qualcosa da bere ma che quel qualcosa è carico di storie e significati.
F.S: Vorrei citare una tua frase: “Il vino è il canto della terra verso il cielo”
L.V: Sicuramente, basta camminare tra le vigne, bearsi di questo magnifico spettacolo per rendersene conto. Una cosa che mi fa arrabbiare moltissimo è quando sento dire che il vino è una droga, noi combattiamo per la vita non per la morte, il vino assume connotazioni che vanno ben oltre la semplice definizione di bevanda, basti pensare al vangelo, ed è un non credente che te lo dice, il vino assume un'importanza divina arrivando ad incarnare il sangue di Gesù Cristo. Per restare a cose più terrene, Galileo Galilei, in una lettera di ringraziamento ad un suo amico che gli aveva regalato del vino, scrive: “Ti ringrazio per quel vino e ti ringrazio ancora di più perché avevo un problema e l'ho risolto dopo averlo bevuto”. Quindi il vino come cultura e come aggregante fra le persone, questa è la mia visione.
F.S: A proposito di giovani, c'è oggi un interesse sempre crescente attorno al vino ed al cibo in genere, come giudichi questa evoluzione enogastronomica?
L.V: la giudico quanto meglio non si può. La massa di notizie che arrivano da ogni parte, danno ai giovani una capacità critica che io sicuramente alla loro età non avevo. Importante è, come dicevo, che capiscano che ogni cosa che viene dalla terra è basilare per la loro felicità e merita per questo il massimo del rispetto.
F.S: Il rispetto per la terra è argomento scottante nell'era delle modifiche genetiche. Il Ministro Alemanno ha garantito che non ci sarà sperimentazione sui vini transegenici, vuoi aggiungere qualcosa?
L.V: Sono contento delle parole del Ministro, mi auguro che mantenga quanto ha detto. Niente sperimentazione, anche perché le sperimentazioni si sa, vanno fatte all'aperto, ed il vento è libero e porterebbe semi ovunque. Mi auguro anche che l'Europa intera sia contraria a questi “mostri”.
Intervista a Luigi Veronelli F.S: Senti Luigi vogliamo dire qualcosa anche su un altro prodotto che so tu ami tantissimo, l'olio?
L.V: Guarda, tocchi un tasto molto dolente. Non ho nessun timore a ribadire, tanto più che sono già stato querelato, ed è questo per me motivo di orgoglio, che il mercato dell'olio è in mano a poche multinazionali che fanno il bello e il cattivo tempo.
Posso dirti che ho preparato, anche se qualcuno potrà tacciarmi di presupponenza, una sorta di disciplinare che si chiamerà “l'olio secondo Veronelli” e si basa su 4 punti fondamentali:

  1. La raccolta delle olive subito dopo l'invaiatura;
  2. La raccolta delle olive cultivar per cultivar;
  3. La denocciolatura prima della frangitura;
  4. La frangitura entro 5 ore dalla raccolta.
Sono sicuro che già rispettando questi parametri ci sarà uno sviluppo economico soprattutto per i miei amici contadini, la denocciolatura permetterà ad esempio di risolvere il problema delle acque di vegetazione. La raccolta cultivar per cultivar favorirà un'elevazione della qualità, pensiamo che mentre la Francia conta 5/6 qualità di olive, la Spagna circa una ventina, in Italia esistono oltre 500 cultivar di olive, un patrimonio immenso che deve essere valorizzato al massimo.
Certo, i prezzi medi dell'olio extravergine potranno subire degli aumenti, ma la qualità sarà senz'altro superiore e garantita e quegli olii che oggi costano attorno ai 3 euro costeranno, per chi vorrà utilizzarli, ancora meno. E se pensiamo alla quantità di olio utilizzata in un mese da una famiglia, ci accorgiamo che l'aumento è veramente minimo. E' casomai, un fatto di cultura, e mi sembra che voi amici Sommeliers, con le vostre innumerevoli iniziative, la state facendo molto bene.
F.S: Senti, visto che hai citato gli amici Sommeliers, ho qui in mano il tuo Dizionario del Vino, penso ti immagini cosa ti voglio chiedere?
L.V: Lo so, manca la FISAR. Ti rispondo che la metto ben volentieri, perché non dovrei? La metto, come ho messo l'AIS, siete due associazioni che lavorano a favore del vino. Sai cos'è che manca a volte a noi giornalisti? L'informazione, e non sempre riusciamo a rincorrerla. Per questo dico agli amici della FISAR, ditemi chi siete, dove siete, so che siete in tanti e che lavorate bene e poi soprattutto che non ci siano scontri o attriti.
F.S: Vogliamo concludere allora con un augurio?
L.V: Certo. Sogno, te lo dico con tutta onestà, che ci sia una grande collaborazione tra queste due associazioni, entrambe lavorano per promuovere il vino in maniera intelligente, entrambe hanno nelle loro fila persone di grandi capacità e vorrei vederle lavorare assieme.
Voglio concludere inoltre complimentandomi per i contenuti e l'intelligente realizzazione di questa trasmissione che non teme sicuramente confronti con quelle offerteci da emittenti ben più note.
 

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